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Riflessione pastorale   versione testuale
Santa Maria di Loreto e il Crocifisso di San Damiano che parlò a Francesco di Assisi sono i due simboli che fin dalla GMG di Buenos Aires del 1987 hanno accompagnato gli Italiani ad incontrare i giovani di tutto il mondo. Si legge in una cronaca di quasi trent’anni fa: «Alla Giornata mondiale della Gioventù svoltasi a Buenos Aires  l’11 e il 12 aprile, presente Giovanni Paolo II, ha partecipato anche una rappresentanza italiana di 500 ragazzi e ragazze. I giovani sono stati latori di alcuni significativi doni, a nome dei loro coetanei italiani: una lampada catacombale accesa sulla tomba di San Pietro, una pianticella di ulivo, simbolo della pace, una copia del Crocifisso di San Damiano, a ricordo della giornata di preghiera ad Assisi, e una copia dell’immagine della Madonna di Loreto … legata all’imminente celebrazione dell’Anno Mariano».
Da quel  lontano 1987 tutte le GMG che si sono alternate a quelle diocesane hanno avuto l’immagine del Crocifisso e quello della Madonna come simboli dei giovani italiani. Negli anni si è costruito un pellegrinaggio che ha abbracciato tutta la terra: Santiago de Compostela nel 1989,  Częstochowa nel 1991, Denver nel 1993, Manila nel 1995, Parigi nel 1997, Roma nel 2000, Toronto nel 2002, Colonia nel 2005, Sydney nel 2008, Madrid nel 2011, Rio de Janeiro nel 2013. Da allora in ogni nazione toccata dalla GMG i vescovi locali e i giovani custodiscono questi due simboli in luoghi significativi per la comunità cristiana: chiese, ospedali, luoghi di incontro dei giovani.
Simboli di che cosa? Prima di tutto dei due misteri centrali della nostra fede: il mistero dell’incarnazione e il mistero pasquale. I giovani italiani in ogni luogo hanno portato dunque Gesù, che spogliò se stesso divenendo simile agli uomini nella casa di Nazareth e si umiliò fino alla morte di croce. In questi due misteri di morte e di vita simboleggiati dalle nostre due care immagini desideriamo far sentire a ogni giovane del mondo lo sguardo dolce e misericordioso del crocifisso risorto: «fissatolo lo amò».
Ma le immagini e la loro provenienza ci mostrano che dietro questi due misteri ci stanno due giovani, Maria di Nazareth e Francesco d’Assisi. Infatti il “sì” di Maria ha permesso a Dio di legarsi all’umanità indissolubilmente; il “sì” di Francesco ha permesso alla Chiesa di essere riparata con la santità.
Gesù oggi ha bisogno dell’entusiasmo e della passione dei giovani per continuare a parlare e agire dentro il nostro tempo. Ha bisogno della loro generosità perché il mondo creda.
Per questo prima di portare questi simboli a Cracovia, in Polonia, per la GMG del 2016, desideriamo che siano avvicinati e toccati dai giovani e dagli adulti delle diocesi italiane, perché la storia di Maria e quella di Francesco possano indicare a ognuno di loro la via che conduce alla felicità e alle nostre diocesi e parrocchie la via della speranza, della fiducia, della provvidenza che non delude.