SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE GIOVANILE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

La via italiana del dialogo: firmato il Patto interreligioso per il bene comune

Due giorni di dialogo, confronto e condivisione hanno portato alla firma del Patto "La via italiana del dialogo interreligioso". Un impegno comune delle comunità religiose presenti in Italia per promuovere pace, coesione sociale e una cultura dell'incontro, con i giovani protagonisti del cammino.
2 Luglio 2026

Due giornate intense di confronto, ascolto e responsabilità condivisa hanno segnato il cammino del Tavolo Interreligioso Giovani il 24 e 25 giugno a Roma, culminando con la firma del Patto "La via italiana del dialogo interreligioso. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale".

Il percorso è iniziato mercoledì 24 giugno presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, dove i membri del Tavolo Interreligioso Giovani si sono ritrovati per vivere un momento di conversazione spirituale dedicato al significato del "patto" nelle diverse tradizioni religiose. A partire dalla domanda su come ogni comunità di fede comprenda e custodisca questo concetto, i partecipanti hanno riflettuto sul valore della scelta di definire il documento proprio come un Patto: un impegno reciproco, libero e responsabile, capace di guardare al futuro. La giornata è poi proseguita con l'ultima revisione del testo prima della stampa ufficiale e con la preparazione del simposio del giorno successivo.

Giovedì 25 giugno, nella cornice dell'Ara Pacis, i rappresentanti di quindici confessioni e tradizioni religiose

presenti in Italia hanno sottoscritto ufficialmente il Patto, frutto di un cammino condiviso durato tre anni e promosso dal Tavolo interreligioso nazionale. Il documento nasce con l'obiettivo di dare continuità e stabilità a un'esperienza di dialogo che, negli anni, ha saputo trasformare la divers

ità religiosa in una risorsa per il bene comune.

Il Patto riconosce il contributo che ogni tradizione religiosa può offrire alla società italiana, impegnan

do le comunità firmatarie a promuovere il dialogo, educare alla pace, contrastare ogni forma di discriminazione e collaborare nella costruzione di una società più giusta, inclusiva e solidale. Tra gli impegni assunti figurano anche la promozione della libertà religiosa, la tutela della dignità di ogni persona, la salvaguardia del creato e il sostegno a percorsi condivisi di educazione, cittadinanza e solidarietà.

Particolarmente significativo, per il cammino del Tavolo Interreligioso Giovani, è l'impegno contenuto tra le azioni del Patto che invita a promuovere occasioni di incontro e dialogo tra giovani delle diverse fedi e tradizioni, riconoscendo nelle nuove generazioni un luogo privilegiato in cui costruire relazioni autentiche, superare pregiudizi e sviluppare una cultura dell'incontro. Accanto a questo, il documento propone l'istituzione di una giornata nazionale per il dialogo interreligioso, la creazione di reti territoriali, progetti educativi condivisi e iniziative comuni di solidarietà.

Nel pomeriggio, una delegazione dei rappresentanti delle comunità religiose è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale è stato consegnato il Patto. Nel suo saluto, il Capo dello Stato ha sottolineato come il dialogo, perseguito con sincerità e rispetto reciproco, sia essenziale per costruire comprensione, convivenza e per contrastare ogni forma di intolleranza, riconoscendo nell'iniziativa un messaggio di grande valore per il tempo presente.

La firma del Patto rappresenta così non un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase. Un impegno concreto che chiede di tradurre il dialogo in scelte quotidiane, nella consapevolezza che la pace si costruisce attraverso relazioni autentiche, collaborazione e responsabilità condivisa. Per il Tavolo Interreligioso Giovani è anche la conferma di un cammino che continua a investire sulle giovani generazioni come protagoniste di una cultura dell'incontro, capaci di abitare le differenze come occasione di crescita reciproca e di servizio al bene comune.

Foto credit: Siciliani-Gennari/CEI.