Il lievito, icona di questo tempo
Il punto di partenza è un'immagine evangelica: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata» (Lc 13,20-21). Una quantità di lievito minima e non descritta, eppure capace di far fermentare una massa enorme di farina: l'icona di chi sa di essere insufficiente, eppure necessario.
È l'immagine di chi oggi vive la fatica di una vita fatta di stimoli continui, dove tutto sembra moltiplicato, urgente, indispensabile — un'"inerzia esistenziale" che rischia di aprire all'accidia, tra la corsa affannata dell'ennesima novità e la stasi del "si è sempre fatto così". Il percorso invita a ritrovare, tra le due eresie del fare tutto da sé e del lasciar fare tutto a Dio, la via del discernimento: sapere dove si è per capire dove si vuole andare.
Essere lievito significa allora accettare due dimensioni che si richiamano a vicenda: l'identità — saper diventare lievito — e il metodo — imparare a mescolarsi bene con la farina, cioè con le comunità e i territori in cui si opera.
Un percorso in quattro fasi, come la lievitazione del pane
Le quattro giornate riprendono le fasi della lievitazione, attraversate con strumenti e metodi diversi:
- 12 ottobre – L'attivazione del lievito, come l'arte dell'incontrare. Si lavora sulle competenze di gestione della rete, accompagnamento negli incontri personali e gestione degli incontri formativi, per riscoprire l'incontro come arte, non solo come occasione.
- 13 ottobre – La gassificazione del lievito, come il progettare in sinodalità. Una giornata intera dedicata alla progettazione pastorale: teoria attiva al mattino, lavoro in piccoli gruppi al pomeriggio per costruire insieme un vero progetto di Pastorale Giovanile.
- 14 ottobre – La lievitazione a tempo, come rielaborazione e discernimento. I progetti elaborati vengono condivisi e valutati da una doppia giuria (partecipanti e giuria di qualità); nel pomeriggio si lavora sul "bagno di realtà" e sugli strumenti di rielaborazione personale.
- 15 ottobre – La cottura, come trattenere il bello (e l'utile). Chiusura dell'esperienza con i metodi di visualizzazione dei processi, per non perdere di vista il perché — e il Per Chi — di ciò che si fa, e per riconsegnare gli strumenti utilizzati durante il percorso.
Informazioni pratiche
- Sede: Fraterna Domus, Via Sacrofanese 25, 00188 Roma
- Iscrizioni: entro il 2 ottobre 2026, sul sito iniziative.chiesacattolica.it/lievitidicomunita
- Navetta gratuita da/per l'aeroporto di Fiumicino e la Stazione Termini di Roma (per chi arriva a Ciampino, contattare la segreteria); parcheggio gratuito per chi arriva in auto
- I presbiteri sono invitati a portare da casa camice e stola per le celebrazioni
Contatti: giovani@chiesacattolica.it — tel. 06.66398.405 / 06.66398.480 — cell. 345.3412390 — www.giovani.chiesacattolica.it
Un'occasione per fermarsi, incontrarsi e imparare di nuovo l'arte di essere lievito nelle proprie comunità: pochi, forse insufficienti, ma necessari.